¿A que huele el otoño? { cinnamon rolls }

¿A que huele el otoño? { cinnamon rolls }

 

Leggere in italiano

Per me, le stagioni hanno un profumo. Così come l’estate profuma di lanvanda e limone, l’autunno arriva diretto al mio naso con odore di canella e zucchero.

Quando ero bambina, il paesino dove abitavo non conosceva tanto le stagioni. Tutto l’anno faceva caldo e ancora caldo, cambiava solo un pò alla fine dell’autunno per dare il benvenuto all’inverno. Le mattine erano così fresche che le mamme ci mettevano un maglioncino leggero sulle spalle e ci mandavano a scuola pregando che non ci attacassero l’influenza.

Era tradizione (involontaria) che dopo la doccia dalle 7:00am mi sedessi al tavolo a fare colazione con un chocomilk e i cinnamon rolls.

Appena si comincia a sentire un pò di fresco la mattina ed è come se mi dicessero di comprare tutta la produzione di canella e spargerla per casa per sentirmi bambina ancora.

E’ come se con il primo venticello freddo arrivassero anche i ricordi altrettanto dimenticati, i profumi che dai per scontati e le nostalgie con le quali hai imparato a vivere.

Non ti togliere il maglione! -gridava mia mamma dalla cucina mentre io uscivo dalla porta per andare a scuola-

Ma io non pensavo ad altro. Volevo togliermi il maglione appena chiudevo la porta e sentire il vento freddo che mi dava la pelle d’oca, volevo sentire questo stesso vento che mi colpiva la faccia e mi faceva diventare le guance rosse…quelle guance ancora con tracce di canella e zucchero attacate.

I cinnamon rolls non sono tipici dalla cucina messicana, ma sono comunque sempre presenti sul tavolo della colazione ogni mattina in ogni casa.

Chi come me piace la cucina, sarete d’accordo che alcuni odori sono speciali e ci lasciano tracce sin dalla nostra infanzia. Senza rendercene conto, senza fare troppa attenzione e magari anche senza volerlo. Ma sono sempre li, presenti nella nostra vita quotidiana e riempiendoci le giornate con quella felicità semplice che ci danno le più piccole cose.

E ci spero davvero, che per queste date, qualche bambina dal paesino dove abitavo, vada per strada verso scuola con questo venticello freddo che le fa diventare la pelle d’oca e magari anche pulendosi la faccia dalle tracce di canella e zucchero.

Buon inizio (per davvero) di autunno!

 

Rollitos de canela {cinnamon rolls}

Impasto:

  • 650gr di farina 00
  • 240ml di latte intero + 3 cucchiai
  • 50gr di zucchero di canna
  • 1 pachetto (di 7gr) di lievito instantaneo
  • 90gr di burro
  • 3 uova piccole
  • 1 cucchiaio di canella in polvere
  • 1/2 cucchiaino di sale

Ripieno:

  • 180gr di zucchero di canna
  • 120gr di burro
  • 3 mele piccole spelate e grattugiate grossolanamente
  • canella in polvere (tanta!)

Preparare l’impasto: In un pentolino mettere il latte, il burro, il sale e lo zucchero. Intiepidire e appena si cominci a sciogliere il burro togliere dal fuoco. Mescolare fino a dissolvere lo zucchero.

Setacciare la farina e mettere la metà nella planetaria insieme al lievito. Cominciare a battere con la frusta a velocità 2. Aggiungere un pò alla volta il latte e continuare a battere per 2-3min.

Aggiungere un uovo e alzare la velocità a 3,  fare assorbire e aggiungere un’altro uovo ripetendo l’operazione anche col terzo uovo. Alzare la velocità a 4 e battere per 2-3min.

Attaccare il gancio, aggiungere il resto della farina ed impastare a velocità 3 fino ad ottenere un impasto elastico e che si stacca facilmente dalle pareti del contenitore (4-5min).

Imburrare un contenitore di plastica e mettere l’impasto li. Coprire con la plastica e un telo pulito e lasciare riposare dentro il forno spento con la luce accesa per circa 3hr (o fino che raddoppia -a volte anche 1 ora e mezza basta-).

Preparare il ripieno: Sciogliere il burro nel microonde e lasciare intiepidire. Aggiungere le mele e lo zucchero e mescolare. Aggiungere la canella in polvere (io ne misi 4 cucchiai), mescolare e riservare.

Quando l’impasto sarà pronto, sgonfiarlo col pugno e stenderlo sul piano di lavoro previamente infarinato. Stendere il ripieno sopra e poi facendo molta attenzione arrotolarlo su se stesso.

Usate filo di cucina (anche quello interdentale va bene, ma fate attenzione, questo deve essere senza sapore!) per ricavarne delle spirali che metterete delicatamente sulla teglia che avrete già preparato con la carta da forno. Lasciate riposare coperti da un telo per circa 1hr.

Spennellare le spirali con un pò di latte. Scaldare il forno a 190° e mettere la teglia un piano più basso di quello di mezzo. Infornare per 10min. Spostare la teglia sulla piano di mezzo e infornare per altri 12min.

NOTA:

Il tempo di cottura può variare dipendendo dal vostro forno, per cui fate attanzione, quando vedrete che le spirali cominciano a prendere un colore giallo oro è il momento di toglierle dal forno. La cosa importante è che i primi 10min le cuocete sotto al piano di mezzo.

 

Para mi, las estaciones tienen un olor cada una. Así como el verano me huele de lavanda y limón, el otoño llega directo a mi nariz con olor a canela y azúcar.

Cuando niña, el pueblito donde vivía no conocía mucho de estaciones. Todo el año era calor y más calor, solo para cambiar un poco a finales del otoño para dar paso al invierno.  Las mañanas eran tan frescas que las madres premurosas nos ponían un abrigo ligero en los hombros y nos mandaban a la escuela rezando para que no nos contagiaran con un resfriado.
Era tradición (involuntaria) que después de la ducha a las 7:00am me sentara a la mesa y desayunara un chocomilk  con un rollito de canela.

He notado que apenas se empieza a sentir un poco de fresco por las mañanas y es como si me dijeran de comprar toda la producción de canela y regarla por toda mi casa para sentirme otra vez niña.
Es como si los primeros vientos fríos trajeran consigo recuerdos que crees olvidados, olores que das por descontados y nostalgias con las cuales has aprendido a vivir.

No te quites el sweter! -me gritaba mi mamá desde la cocina mientras yo salía por la puerta directo a la escuela-
Pero yo no pensaba en otra cosa. Quería quitarme el sweter apenas cerraba la puerta y sentir el viento frío que me ponía la piel chinita, quería que ese mismo viento frío me pegara en la cara y me pusiera los cachetes rojos en los cuales a veces todavía traía rastros de canela y azúcar pegados.

Los rollitos de canela no son típicos de la cocina mexicana, pero aún y eso, están siempre presentes en las mesas del desayuno en nuestras casas.

Quien como la mayoría de los que leen este blog les guste la cocina, estarán de acuerdo conmigo que algunos olores son especiales y nos han marcado desde nuestra niñez. Sin darnos cuenta, sin poner atención y sin siquiera quererlo. Pero están ahí, presentes en nuestra vida diaria y llenándonos los días con esa felicidad simple que nos dan las cosas pequeñas.
Y yo de verdad espero, que para estas fechas, alguna niña del pueblito donde viví, vaya caminando directo a la escuela con el aire frío que le enchina la piel y limpiándose la cara de rastros de canela y azúcar.

Feliz inicio (ahora si) de otoño!

Rollitos de canela con manzana {cinnamon rolls}

Masa:

  • 650gr de harina de grano tierno 00
  • 240ml de leche entera + 3 cdas
  • 50gr de azúcar morena
  • 1 paquetito (7gr) de levadura instantanea
  • 90gr de mantequilla
  • 3 huevos pequeños
  • 1 cda de canela molida
  • 1/2 cdita de sal

Relleno:

  • 180gr de azúcar moreno
  • 120gr de mantequilla
  • 3 manzanas pequeñas peladas y rayadas
  • canela molida (mucha!)

Preparar la masa: En una cacerola poner la leche, la mantequilla, la sal y el azúcar. Llevar al fuego y entibiar, apenas la mantequilla se comience a derretir, retirar del fuego. Mezclar hasta disolver el azúcar.

Cernir la harina y poner la mitad en la amasadora junto con la levadura instantánea, comenzar a mezclar con el batidor a velocidad 2. Agregar poco a poco la mezcla de la leche y seguir batiendo por 2-3 min.
Agregar un huevo y alzar la velocidad a 3, esperar a que absorba y añadir el segundo huevo, luego el tercero. Alzar la velocidad a 4, agregar la canela y batir por 2-3min.

Poner el gancho, agregar el resto de la harina y amasar a velocidad 3 hasta obtener una masa elástica y que se despege facilmente de las paredes del contenedor (unos 4-5min).

Engrasar un contenedor de plástico y poner la masa ahi. Cubrir con papel de plástico y tela de cocina y dejar dentro el horno apagado con la luz encendida por 3hrs (o hasta que doble tamaño -una hora y media a veces es efectiva-).

Preparar el relleno: Derretir la mantequilla en el microondas y dejar entibiar un poco. Agregar el azúcar y las manzanas rayadas y mezclar. Agregar la canela molida (yo puse unas 4 cdas), mezclar y reservar.

Cuando la masa estará lista, desinflarla con el puño de la mano y extenderla en un rectángulo en la mesa de trabajo previamente enharinada. Extender el relleno y comenzar a enrollar cuidadosamente hasta obtener un rollo largo y estrecho.

Usar hilo fino de cocina (el hilo interdental es excelente para esto, pero cuidado, tiene que ser sin sabor!) y cortar anillos que pondrán cuidadosamente en una charola cubierta de papel de hornear.  Dejar reposar cubiertos con tela por 1hr aprox.

Cuando estarán listos pincelearlos con leche. Calentar el horno a 190° y poner los rollos una parte más abajo de la mitad. Hornar por 10min. Poner los rollos en la parte de enmedio y continuar horneando por 12min.

NOTA:
Los minutos variarán dependiendo de tu horno, por lo que ten cuidado, cuando veas que comienzan a adquirir un color dorado trigo, es momento de sacarlos del horno. Lo importante es que los primeros 10min sean en la parte baja del horno.

Septiembre de melancolías

Septiembre de melancolías

 

Leggere in italiano

Non ci posso credere che oggi finisce settembre. Uno dei miei mesi preferiti per quanto riguarda la mia conosciuta, acettata e noiosissima malinconia.

Settembre è uno dei mesi che più mi ricorda il Messico. Che mi fa diventare la pelle d’oca quando vedo in giro le foto del grito, della gente per strada sorridente, dei castelli di fuochi d’artificio, delle bandierine di carta, delle kermesse con tante cose che qui non posso mangiare.

E visto che parliamo di cibo (ci mancherebbe!), vi volevo dire che con questo non mi rifersico ai tacos, flautas, burritos, nachos e tutte le cose semplici che qui posso tranquilamente cucinare con solo vendere un rene (da quanto è tutto costoso).

No. Parlo dei chiles en nogada, quelli che per quanto cerchi d’imitarli non vado più là di usare dei tristi peperoni, che i poverini non si paragonano neanche per sogno al mio re: El chile poblano.

Parlo del pozole. Quello che per farlo ti ci metti due giorni preparando il mais e non due minuti per versare la lattina del precotto nella pentola. Quello che faceva mia mamma e che era così buono che c’era anche chi si faceva tre ore di strada per andare a mangiarsene un piattino di pozole con ravanelli, cipolla e salsa di chile rojo.  Quello che al giorno successivo si mangiava fritto (alla faccia della dieta) la mattina acompagnato da un café de olla.

Parlo dei tamales oaxaqueños. Quelli veri, con strutto vero, che compri direttamente dal macellaio e te lo da in un pezzo di carta, oscuro, come se volesse dimostrare di essere veramente messicano e non il bianco slavato che ti vendono al supermercato.

Quelli che devi cucinare avvolti nella foglia di banano e non in carta argentata, perchè permettete, qui le foglie di banano me le vogliono vendere come se si trattasse della foglia di fico con cui si copriva Adamo.

E potrei menzionare tante altre cose, ma la verità è che quasi vi vedo in faccia: Uffa! questa di nuovo con il suo attacco di malinconite, non ne posso più!.

(Un giorno mi ammalerò di malinconia e non scriverò più, allora vi mancherò…)

Però per dimostrarvi che non sono così cattiva e che sopratutto sono congruente con quello che dico (qualche giorno fa mi lamentavo che non vedevo l’ora che arrivasse il freddo), vi lascio una cosa fresca, perchè lasciate che vi racconti, questo anno settembre è scivolato via come la sabbia tra le dita e avevo tante cose da raccontarvi (per esempio la mia festa del 15 set che questo anno è stata così bella che mi è venuta voglia di farla tutti i 15 del mese), ma che come sempre, all fine non ho avuto il tempo.  E per non lasciare che il poverino di settembre se ne vada senza almeno un piccolo omaggio, vi lascio la mia insalata di polpo “alla messicana”

Insalata di polpo (alla messicana)

200gr di polpo cotto e tagliato a dadini

1 cipolla rossa tagliata a rondelle

1 avocado maturo (un pò duretto preferibilmente)

15grs di olio EVO (per dare un tocco mediterraneo, così vedete che vi voglio bene)

Succo di due limoni (che voi chiamate lime ma che per me sono semplicemente limoni)

Coreandolo fresco tritato finemente qb (vi prego, non sostituitelo col prezzemolo, se non trovate coreandolo fresco usate quello secco o non mettere nulla)

Sale qb

Mettere tutto (trane l’avocado) in una insalatiera, mescolare e lasciare riposare per 30min. Prima di servire aggiungere l’avocado e aggiustare di sale. Acompagnare con biscotti salati (crackers) e se sono della Gamesa ancora meglio!.

 

No puedo creer que hoy termina septiembre. Uno de mis meses preferidos cuando se trata de mi muy conocida, aceptada y aburridísima melancolía.

Septiempre es uno de los meses que más me recuerda México. Ese que hace que se me ponga chinita la piel cuando veo fotos del grito, de la gente en las calles sonriendo, de los castillos de fuegos artificiales, de las banderitas de papel y de las kermeses con tantas cosas que aqui no puedo comer.

Y en vista que hablamos de comida (y como no), les quiero decir que no me refería a los tacos, flautas, burritos, nachos y todas las cosas simples que aqui puedo cocinar con solo vender un riñón (por lo caro que cuestan los ingredientes).

No. Hablo de los chiles en nogada, esos que por cuanto trato de imitarlos no paso de usar unos tristes pimientos que no le llegan ni a los talones a mi rey: El chile poblano.

Hablo del pozole. Ese que para hacerlo te lleva dos días solo para preparar el maíz y no dos minutos para vaciar la lata del precocido en la olla. Ese que hacía mi mamá y que era tan bueno que había gente que no le importaba hacerse tres horas de camino para ir a comerse un platito de pozole con su cebolla picada, sus rabanitos y su salsa de chile rojo.
Ese que a la mañana siguiente se comía frito en manteca (porque no bastaba las calorías que tenía ya, había que darle el golpe de gracia) acompañado de un café de olla.

Hablo de los  tamales oaxaqueños. Los verdaderos, con manteca de a deveritas, de la que compras directamente del carnicero y te la da en un pedazo de papel, morenita, como si quisiera demostrar que es de verdad mexicana y no la agringada blanca que venden en los supermercados.  Esos que debes cocinar en hoja de plátano y no en papel aluminio, porque aqui las hojas de plátano me las quieren vender como si de la hoja de parra con que Adán se tapaba sus partes pudendas se tratara.

Y puedo mencionar tantas otras cosas, pero la verdad es que casi que les veo la cara: Ay! esta ya está de nuevo con su ataque de melanconitis que no la soporta ni el gato!.
(un día me les voy a enfermar de puritita nostalgia y entonces me van a extrañar, ya verán…)

Pero para demostrarles que soy buena y que sobre todo: Soy congruente con lo que digo (hace unos días me quejaba del calor y ahora no quiero que se vaya), les dejo una receta fresca. Porque dejenme que les cuente que este año septiembre se me ha resbalado como agua entre los dedos y que tenía tantas cosas que contarles y traerles (por ejemplo mi fiesta del 15 sep que este año estuvo tan bonita que me quedaron ganas de hacerla todos los 15 del mes), pero que como siempre el tiempo no me ajustó.
Y bueno, para no dejar que el pobrecito de septiembre se vaya sin un pequeño homenaje, les dejo mi ensalada de pulo “a la mexicana”.

Ensalada de pulpo (a la mexicana)

200grs de pulpo cocido y cortado a cuadros
1 cebolla morada
1 aguacate maduro cortado en cuadros (de preferencia un poco durito)
15grs de aceite EVO (para dar un toquecito mediterráneo)
Jugo de dos limones (que ustedes llaman lime, pero para mi son simples y puros limones)
Cilantro al gusto picado finamente
Sal al gusto
chile rojo/verde fresco al gusto

Poner todo (menos el aguacate) en una ensaladera, mezclar y dejar reposar por 30min. Antes de servir agregar el aguacate e ajustar de sal. Acompañar con galletas saladas (crackers) y si son de la Gamesa aún mejor.

Este año no huele a otoño

Este año no huele a otoño

 

Leggere in italiano

Altri anni, in questa data, a me comincia ad arrivare il profumo d’autunno. Profumo di foglie secche, di pioggia di mezzo pomeriggio, di torta di mele, di mattine fresche e di notti più lunghe.

Comincio anche a vedere come i verdi diventano gialli per poi passare al rosso e al marrone, a vedere vestiti più lunghi e anche qualche sciarpa tirata fuori dall’armadio con anticipo.

Ma questa volta l’autunno proprio non vuole lasciarsi vedere e si rifiuta di farci sentire il suo odore caratteristico. Quest’anno l’autunno viene con i colori piuttosto slavati. Come se stanco di tutta questa estate e di tutti questi lunghi pomeriggi al lago decise che non è ancora tempo per dilettarci con la sua esplosione di colori e natura morta.

Quest’anno l’autunno per noi viene carico di sorprese, che come tali non sappiamo ancora se saranno buone o cattive, e comunque l’aspettativa mi tiene mangiandomi le unghie e col cuore battendo a mille da quando spunta il sole fino alla sera.

Allora faccio quello che fanno in tante: Passo il tempo cucinando.

Vi ricordate la zucca che le abbiamo rubato preso al contadino l’altro giorno? Già, quella che ci consolò per l’assenza di more e che come vendetta (verso le more) volle venire con noi?

Bhè…quella zucca adesso riposa bella e buona nelle nostre panze. A mò di muffins. Erano buonissimi! Davvero. Se non mi credete fateli e vedrete.

Lo so, lo so che ormai vi ho stancato con questi muffin, ma che dire… sono facili e veloci da preparare e poi sono buoni sia dolci che salati. Allora che state qui a criticare invece di stare in cucina preparandoli? Fateli di zucca. Ma compratele.

La ricetta è questa (dovrete usare il traduttore) e l’unica diferenza è che sostituii la tazza di latte per una e mezza di purea di zucca (infornando -o cuocendo- una zuccha grande a pezzi e poi raschiandola e passandola per il mixer per qualche secondo).

 

En otros años, que no este, a mi en estas fechas ya me empieza a oler a otoño. A hojas secas, a llovizna de media tarde, a pie de manzanas, a mañanas frescas y noches más largas.

Empiezo a ver como los verdes se convierten en amarillo para luego dar paso al rojo y al marrón,  empiezo también a ver vestidos más largos y alguna que otra bufanda sacada del closet con anticipación.

Pero este otoño no se da por enterado y se niega a dejarse oler o a darnos una miradita de su nuevo vestido. Este año el otoño viene con retraso y con los colores más bien un poco deslavados. Como si harto de tanto verano y de las tardes largas a la orilla del lago decidiera de que aún no es tiempo para deleitarnos con su explosión de colores y hojas muertas.

Este año el otoño viene para nosotros (mi familia y yo misma) cargado de sorpresas que como tales no sabemos aún si serán buenas o malas, pero bueno, sopresas son al fin y la expectativa me tiene comiéndome las uñas y el corazón al galope desde que despunta el sol hasta que cae la noche.

Entonces hago lo que muchas hacen: Engaño las horas cocinando.

¿Se acuerdan de la calabaza que le robamos tomamos al agricultor de mi cuñada? Ya. Esa que nos consoló de la ausencia de moras y que como venganza se quiso venir con nosotros.
Bueno, pues esa calabaza ya vivió tiempos mejores y ahora reposa sonoramente en nuestras barrigas. A modo de muffins. Estaban deliciosos. Si no me creen, haganlos y verán que es verdad.

Ya sé, ya sé que los tengo hartos con los muffins, pero es que son rápidos y fáciles de preparar y además son buenos sean dulces que salados. Así que no sean criticones y mejor pónganse a hacer muffins. De calabazas. Pero comprenlas, no se las roben a los agricultores.

La receta es esta y la única diferencia es que substituí la taza de leche por una taza y media de puré de calabaza, hecho poniendo a cocer la calabaza y luego raspándola con una cuchara para luego pasarla por el mixer por 20s (pueden también asarla en el horno para que pierda un poco de humedad, en lugar de cocerla, yo no lo hice porque no tuve tiempo!).