Monthly Archives: November 2011

Lucca {Desco 2011}

Lucca {Desco 2011}

Cómo hice hasta ahora para vivir sin conocer Lucca? Sin comentarios, les dejo las fotos de esta maravillosa ciudad y me voy corriendo a hacerle un template al blog de Max donde subirá sus fotos de ahora en adelante (ahí encontrarán más fotos de Lucca de nuestro pasado fin de semana en esa maravillosa ciudad y del evento “Il Desco”).

 

Leggere in italiano

Come avevo fatto fino adesso a vivere senza conoscere Lucca? No comment, ma vi lascio con qualche foto di questa meravigliosa città e me ne vado a fare un blog a mio marito dove metterà li le sue foto da oggi in poi (li trovarete più foto fatte nel fine settimana scorso di questa città e dell’evento “Il Desco”)

Io il prossimo anno ci tornerò sicuramente! Nel frattempo cercerò di convincere mio marito di andarcene a vivere a Lucca.

 

Yo, el próximo año regreso absolutamente y ya estoy en el proceso de convencer a mi marido que por favor, por favorcito nos vayamos a vivir a Lucca.

Para todo lo demás, existe la sopita de fideos

Para todo lo demás, existe la sopita de fideos

 

Leggere in italiano

Nella vita abbiamo tutti degli alti e dei bassi, situazioni che ci pongono in uno stato di felicità che ci sembra di vedere la vita tutta rosa. Il prato è più verde, gli uccellini cantano, le farfalle volano intorno a noi e riusciamo anche a sentire un sottofondo musicale come nei telefilm statunitensi.

Poi c’è anche il rovescio della medaglia, situazioni e problemi che ti fanno venire la voglia che la terra si apra sotto i tuoi piedi o ti fanno strappare i capelli fino a non averne più.

Per questo tipo di situazioni (quella dei capelli, intendo), ci sono le persone che ti amano intorno a te, per poterti tirare su quando la terra si è aperta sotto i tuoi piedi, regalarti una parrucca nel caso ti sei strappata tutti i capelli, o semplicemente prepararti una sopita de fideo.

Se c’è qualcosa che mi ricorda vivamente la cucina di casa mia (quella messicana) è precisamente la zuppa di capellini (sopa de fideo).  L’odore di soffritto di cipolla e pomodoro mi arriva direttamente al naso, scende per la trachea e da li gira per arrivare al mio cuore, installandosi permanentemente e risvegliando quei ricordi con i quali ho imparato a convivere.

Già, una semplice ed umile zuppa mi provoca una marea di emozioni, ricordi, nostalgie e sorrisi che neanche il piatto più gourmet riuscirebbe mai a provocarmi. Ringrazio l’universo per questo.

Arrivare a casa col braccio ferito e piangente aveva solo una cura:  Una sopita de fideo.

Buttare i libri e sederci al tavolo di cucina col morale sotto i tacchi per via di un brutto voto all’esame di storia aveva come ricompensa:  Una sopita de fideos.

Finire i fazzoletti di carta piangendo per l’ingratitudine di un fidanzatino appena piantato voleva dire solo una cosa: Una sopita de fideos.

Mio marito ha imparato a fare la mia zuppa di fideos, mi coccola con questa, sa che anche la giornata più grigia e i pensieri più negativi spariscono alla prima cucchiaiata.

Allora si mette il grembiule, prepara il soffritto, cucina la zuppa e me ne porta un pò al letto. Poi aspetta e mi chiede: Allora? com’è? somiglia a quella di tua mamma?

Ed io sorrido e annuisco, perchè capisco che non si tratta di chi ti prepara un certo piatto, ma l’amore e la dedizione con cui viene fatto, anche s’è una semplice sopa de fideos.

 

En la vida todos tenemos altas y bajas, situaciones que nos ponen en un estado de felicidad que nos parece ver la vida de verdad toda en rosa. El prado es más verde, los pájaros cantan, las mariposas vuelan a nuestro alrededor y hasta podemos sentir una cancioncita de fondo de esas que solo notas en los telfilms estadounidenses.

Luego está la otra parte de la moneda, las situaciones y problemas que te hacen querer que el piso se abra ahí mismo y te trague enterita o desgreñarte tu misma con tus santas manos hasta que no te quede un solo pelo en la cabeza.

Para esas situaciones, las de desgreñada, digo; están las personas que te aman alrededor de ti. Para tirarte hacia arriba si es que te has dejado tragar por la tierra, regalarte una peluca en el caso te hayas arrancado todos los pelos, o simplemente hacerte una sopita de fideo.

Si hay algo que me recuerda vivamente la cocina de mi casa (mexicana) es precisamente la Sopa de Fideos. El olor del sofrito de cebolla y tomate me llega directo a la nariz, se desliza por la tráquea y de ahí se desvía caprichoso hacia mi corazón, instalándose permanentemente y despertándome esos recuerdos con los que he aprendido a convivir.
Una simple y humilde sopa de fideos me provoca un sinfín de emociones, recuerdos, nostalgias y sonrisas que ni el más gourmet de los platillos podrá jamás provocarme. Agradezco al universo por ello.

Llegar a casa con el brazo lastimado y llorando tenía solo una cura: Una sopita de fideo.
Botar los libros y sentarse a la mesa de la cocina con el ánimo por los suelos porque había sacado un 7 en el examen de historia tenía una recompensa: Una sopita de fideos.
Acabarse los pañuelos desechables llorando la ingratitud de un novio apenas plantado quería decir solo una cosa: Una sopita de fideos.

Mi marido ha aprendido a hacerme mi sopa de fideos, me consiente con ella, sabe que hasta el día más gris y los más negativos de los pensamientos desaparecen a la primera cucharada.
Entonces se pone el delantal, prepara el sofrito, cocina la sopa y me lleva un tazón a la cama. Luego espera y me pregunta: ¿Qué tal? ¿es como la de tu mamá?
Y yo sonrío y asiento, porque entiendo que no se trata de quien te prepara un cierto plato, sino el amor y la dedicación que ponen, así se trate de una simple sopa de fideos.

Esa hora del día {noviembre}

Esa hora del día {noviembre}

 

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Novembre mi seduce. C’è un’ora del giorno, quell’ora del giorno che in autunno è sempre stata la mia favorita. Giusto quando è calato il sole ma tuttavia la notte non è ancora presente, quella dove la luce è di un azzurro cobalto che ti fa venire la voglia di fermare il tempo per sempre per quanto è bella.

Sarà che mi ricorda il viaggio in macchina che facemmo Max ed io (giusto in novembre) da Vienna a Praga per una di quelle stradine dove si attraversano paesini così sconosciuti che non compaiono neanche sulle mappe. Quel viaggio che ogni anno ci diaciamo di rifarlo ma che come sempre, non facciamo.

Sarà che mi ricorda la prima volta che misi piede a Parigi e correvo come una pazza per l’aeroporto cercando la mia coincidenza con l’aereo per Roma. Ah…un futuro carico di promesse illuminate da questa luce azzurro cobalto. Sarà che mi ricorda Istambul e il suo profumo di spezie  e le sue strade cariche di atmosfera durante il tramonto.

Sarà che mi ricorda i tardi pomeriggi al Jardín de San Marcos aspettando che arrivasse la notte. Sarà che come tutto il tempo, sono una scatola piena di nostalgie. Non lo so. Però, questa è la mia ora favorita a novembre.

Non trovo le parole per descriverlo, ma, se avete visto il film La Casa sul lago del tempo, giusto quando Keanu Reeves sta portando un albero per piantarlo fuori del palazzo dove vivrà vive la Bullock e c’è la scena di lui che guida il suo pickup verso la città con l’albero dietro. A quell’ora mi riferisco, di questa luce sono innamorata.

Novembre come tutti gli anni (per incredibile che sembri) si è presentato come una cassa piena di sorprese, tra le quali un invito a Lucca a presenziare una premiazione e un corso di fotografia col fotografo Riccardo Lettieri (si, quello di La Cucina Italiana). Che emozione.

Torta di ricotta e mascarpone con base di farina di castagne

Per la base:

  • 350g di farina di castagne
  • 170g di burro freddo tagliato a quadratini
  • 1 uovo
  • 30g di zucchero
  • 190g di burro fuso

Per il “ripieno”:

  • 250g di ricotta
  • 250g di mascarpone
  • 200g di panna da cucina
  • 60g di zucchero
  • la buccia grattugiata di 1 limone

Mescolare la farina, lo zucchero ed il burro con l’aituo di una spatola o un coltello.  Aggiungere l’uovo e impastare velocemente per ottenere un impasto liscio e compatto (basta 1min).  Avvolgere in film e mettere a riposare in frigo per 30min.

Coprire una teglia con la carta da forno e stendere l’impasto lasciandolo alto 0.5cm e punzecchiarlo con una forchetta.  Riscaldare il forno a 190° e infornare l’impasto per 12min (dovrà avere la consistenza di un biscotto). Lasciare raffreddare.

Sbattere la ricotta, il mascarpone, la panna e lo zucchero sino ad ottenere una crema (2min bastano). Aggiungere la buccia di limone e mescolare il tutto delicatamente. Mettere da parte.

Triturare il ‘biscottone’ che abbiamo fatto al forno e aggiungere il burro fuso. Mescolare uniformemente. Coprire con la carta da forno una teglia di 28cmx32cm e stendervi sopra l’impasto del ‘biscottone’. Comprimerlo al fondo ed ai lati aiutandosi con il fondo di un cucchiaio.
Versare la crema di ricotta e mascarpone e stenderla delicatamente con l’aiuto di una spatola.  Infornare a 180° (nella parte sotto a quella di mezzo) per 45min. 

Lasciare raffreddare e tagliare in barrette. Servire con: 1)Zucchero a velo 2)Frutta 3)Castagne sciroppate {a vostra scelta}

 

Noviembre me seduce.  Hay una hora del día, esa hora del día que en otoño siempre ha sido mi favorita. Justo cuando ha caído el sol y que todavía la noche no es presente, esa donde la luz es de un azul cobalto que te entran unas ganas enormes de detener el tiempo para siempre por lo hermosa que es.

Será que me recuerdan el viaje en carretera que hicimos Max y yo (justamente en noviembre) de Viena a Praga por una de esos caminos donde entras en pueblitos tan desconocidos que no aparecen siquiera en los mapas. Ese viaje que cada año nos repetimos que lo volveremos a hacer pero que como siempre, no hacemos.

Será que me recuerda la primera vez que pisé París y corría como loca por el aeropuerto buscando mi conexión con el avión hacia Roma. Ah…un futuro cargado de promesas bañado de esa luz azul cobalto. Será que me recuerdan Estambul y su perfume de especias y sus calles cargadas de atmósfera durante el atardecer.

Será que me recuerdan las tardes pasadas en el Jardín de San Marcos esperando que llegara la noche. Será que como todo el tiempo, soy una caja llena de nostalgias. No sé. Pero esa es mi hora favorita en noviembre.

No encuentro las palabras para describirlo, pero, si han visto alguna vez la película The Lake House, justo cuando Keanu Reeves está llevando un árbol para plantarlo fuera del edificio donde vivirá vive la Bullock y se mira la escena de él manejando hacia la ciudad con el mentado árbol atrás en su pickup.  A esa hora me refiero, de esa luz estoy enamorada.

Noviembre como todos los años (por increíble que parezca) se ha presentado como una caja de sorpresas, entre ellas una invitación a Lucca a presenciar una premiación y atender un curso de fotografía con el artista detrás de las maravillosas fotos de La Cucina Italiana. Que emoción. Que de cosas por aprender y compartir, por ejemplo, esta tarta de ricotta y mascarpone con base de harina de castañas. Perfecta para una tarde azul cobalto.

Tarta de ricotta y mascarpone con base de harina de castañas


Para la base:

  • 350g de harina de castañas
  • 170g de mantequilla fría en cuadritos
  • 1 huevo
  • 30g de azúcar
  • 190g de mantequilla derretida



Para el “relleno”:

  • 250g de ricotta
  • 250g de mascarpone
  • 200g de crema (nata)
  • 60g de azúcar
  • la rayadura de un limón



Mezclar la harina, el azúcar y la mantequilla con la ayuda de una espátula o un cuchillo. Agregar el huevo y amasar velozmente para obtener una masa lisa y compacta (un minuto basta). Envolver en plástico y poner a reposar en frigo por 30min.


Cubrir una charola de horno con papel y extender la masa dejandola de 0.5cm de alto.  Calentar el horno a 190° y hornear la masa por 12min (debe tener una consistencia de galleta). Sacar y dejar enfríar.


Batir la ricotta, el mascarpone, la crema y el azúcar hasta obtener una crema (dos minutos bastan), agregar la rayadura de limón y mezclar delicadamente.


Triturar la ‘galleta’ que hemos hecho al horno y agregarle la mantequilla derretida. Mezclar uniformemente. Cubrir una charola de 28cmx32cm con papel de hornear y extender la mezcla de galleta en el. Ayudarse de una cuchara y comprimir con fuerza al fondo y los lados de la charola.  Vaciar la mezcla de ricotta y mascarpone, extender delicadamente con la ayuda de una espátula y hornear a 180° (en la parte abajo de la mitad) por 45min.


Dejar enfríar y cortar en barras, servir con: 1)Azúcar glass espolvoreada 2)Fruta 3)Castañas en almíbar. {a su elección}