Monthly Archives: June 2011

Verano de eventos, festivales y tantas cosas para disfrutar.

Verano de eventos, festivales y tantas cosas para disfrutar.

 

Leggere in italiano

Non volevo cominciare questo post senza ringraziarvi prima per tutti i vostri commenti nel post precedente. Non solo siete riusciti a rendere questi ultimi giorni più sopportabili ma mi avete aiutato a recuperare la fiducia in questa comunità nella quale a volte mi sento una estranea.

Ci sono giorni in cui non mi basta il tempo per visitare a tutti, per lasciare almeno un piccolo commento nei vostri blog e -devo confessare- c’è di mezzo anche la voglia. A volte non so cosa dire, cosa scrivere per non fare sembrare così banale la mia visita. Comunque sapiate che io non mi dimentico mai di nessuno di voi

Le cose stanno migliorando con il passare dei giorni, il calore aumenta, la voglia di correre fuori dalla città cresce e vorrei che le giornatte trascorressero più velocemente, così di poter andarmene fuori di Roma per qualche giorno a godermi un clima migliore.

Intanto mi godo la città e la sua estate incasinata, l’aumento dei turisti, le passeggiate sul Lungotevere, i sorbetti al limoni, le insalate caprese e  l’Opera sotto le stelle.

Domani vado a godermi un workshop per principianti che avrà come sottofondo la città di Roma. Se qualcuno di voi è interessato potete vedere tutta l’informazione qui. Venite! è gratuito e penso ci divertiremo un mondo.

Non ho molto da raccontare perchè in questi giorni vado in giro con una energia travolgente e allora cerco dappertutto volantini ed informazione che mi portino fuori dal mio piccolo appartamento, almeno qualche ora al giorno. Per esempio, il prossimo mercoledì prenderemo famiglia ed amici e andremo ad Ardea, se volete vedere cosa ci sarà di bello lì, andate a guardare questo.

Per adesso vi lascio con qualche foto del nostro pranzo qualche giorno fa. La ricetta per la pasta fresca la potete trovare qui e quella per i muffins qui.

 

No podía empezar esta entrada sin decirles primero cuan agradecida estoy por sus comentarios en el post pasado. No solo han logrado hacerme estos días más llevaderos sino que me ayudaron en una cierta manera a recuperar la fe en esta comunidad en la que ultimamente me siento una extraña.

Hay días en los que el tiempo no me ajusta para poder visitar a todos, para dejar unas palabras en cada uno de los blogs que me gustaría y -debo confesar- también las ganas tienen mucho que ver, a veces no sé que decir, que cosa escribir para que mi paso por esos blogs no suene tan banal y superficial.
Pero que sepan que no me olvido de ninguno de ustedes.

Las cosas van mejorando conforme pasan los días, el calor va aumentando, las ganas de correr fuera de esta ciudad se acrecentan y quisiera que los días pasaran rápidos para poder irme fuera de Roma a disfrutar mejores climas.
Mientras tanto disfruto de la ciudad y su caos veraniego, el fuerte aumento de turistas, los paseos en el Lungotevere, los sorbetes de limón, las ensaladas capreses y las noches de opera bajo las estrellas.

Este sábado me voy a disfrutar un workshop de fotografía gratuito que imparten para principiantes y comienza a las seis de la tarde terminando a las diez de la noche. El workshop comprende un largo paseo que comenzará en Campo de’ Fiori y nos llevará hacia el Tevere y la Isola Tiberina.

No tengo mucho más que contar porque en estos días ando con una energía tremenda y busco y rebusco folletos e información que me saquen de mi pequeño departamento aunque sea unas horas al día. Por ejemplo el próximo miércoles tomamos familia y amigos y nos vamos a Ardea, una localidad de Roma que ofrecerá el Festival de Cacio e Pepe (pecorino y pimienta) All’ombra del Castello. Ya les contaré y traeré fotos.

Por ahora los dejo con las fotos de nuestro almuerzo hace unos días. La receta de la pasta fresca la encuentran aqui y la de los muffins aqui. Gracias mil otra vez!

Feliz cumpleaños, mamá.

Feliz cumpleaños, mamá.

 

Leggere in italiano

Ho scritto e riscritto questo post almeno quattro volte. Parlare delle madri che non ci sono più mica è facile. C’è sempre il rischio che i tuoi visitatori girino i tacchi appena leggono il titolo. Allora è meglio che cominci e sia quel che sia:

Mia madre era una donna semplice. Di gusti semplici, di sogni semplici. Mai la vidi in cucina preparando macarons o guarnendo torte di nozze. Mai si mise un profumo Chanel o un abito di Dolce & Gabbana e mai lasciò il paesino in cui sono nata.

Mia madre era più felice di prepararci le albóndigas e di coccolarci con l’enchiladas o qualsiasi altro antojito messicano. Si vestiva con delle tuniche di cotone fatte da lei e profumava di crema di hamamelis.

Tutti gli anni mi succede lo stesso in questa data. Mi trasformo. Vivo le giornate in maniera differente, come se fossi un’altra persona. Sono imprevedibile e così come posso passare dei giorni senza curarmi di me stessa, della casa, della mia famiglia; nella stessa maniera mi concentro totalmente su tutti i dettagli del vivere.

Cucino in eccesso, parlo in eccesso, scrivo in eccesso. E’ come se qualcosa dentro di me volesse uscire e non lo lascio. Vorrei gridare e mi si strozza in gola. Vorrei scappare ma resto sempre qui. Vorrei ridere  e non ci riesco.

Però penso. E penso molto. Tanto che posso vedere -come nei fumetti- il fumo salire dalla mia testa e tutte le idee si mostrano come lampadine illuminate (proprio uguale come nei cartoni animati).

E penso a quella volta, ti ricordi Max? quando ci invitò mia mamma a fare colazione nel hotel dove lavorava e mandò sul tavolo tanto cibo da sfamare un esercito. Huevos divorciados, huevos rancheros, hotcakes, chilaquiles, jugo de naranja, café de olla y pan francés.  E già. Mia mamma che ci deliziava col suo pane francese, così orgogliosa che la sua cucina si stesse aprendo a nuovi orizzonti.

E Max che s’innamorò del pan francés, tutto bagnato di miele e profumato di cannella.  Ed io nei mesi seguenti non le davo tregua per telefono perchè ogni volta che lo facevo mi si bruciava, non sapeva uguale, non aveva la stessa morbidezza o non profumava uguale; perchè cavolo mamma! questo non è il pan francés che tu ci facesti!

E lei che ridendo mi dava la stessa ricetta tante volte scritta in una tovaglietta, in un pezzo di carta, sulla lista della spesa. E mi diceva sempre lo stesso: Il segreto è la panna.

Ma io non ne ero così sicura e continuavo a fare i miei esperimenti con la stessa semplice ricetta scritta in quella tovaglietta spiegazzata.

Vorrei prendere il telefono e chiamarla. Vorrei dirle che alla fine, solo oggi ho potuto fare il pan francés come il suo, che mi sono resa conto che effettivamente, il segreto era la panna! e che mi dispiace tanto di averci messo tanti anni a capirlo.

Che aveva ragione in tutto e che mi manca da morire, che vorrei leggessi il mio blog e mi lasciassi un commento. Che vorrei vedessi che tutte quelle ore passate insieme in cucina, non furono inutile. E sopratutto vorrei che mi dicessi che non sempre sarà così, che un giorno questa data non sarà tanto dura per me.

Il compleanno di mia madre è stato 10 giorni fa, ma io cerco di non pensarci troppo, sopratutto perchè l’anniversario della sua morte è poco meno di un mese dopo. Scusatemi se sto così, ma ho sentito da qualche parte che la tristezza se la condividi ti duole meno. Sarà vero?

 

 
He escrito y vuelto a escribir este post al menos cuatro veces. Hablar de las madres que ya no están no es fácil, corres el riesgo que tus visitantes den media vuelta apenas leen el título.  Entonces, será mejor que comience y que sea lo que tenga que ser:

Mi madre era una mujer simple. De gustos simples, de vida simple, de sueños simples. Nunca la ví en la cocina preparando macarons o adornando un pastel de bodas. Nunca se puso un perfume Chanel o se vistió de Dolce & Gabbana y nunca salió del pueblito en el que nací.
Mi madre era más bien de preparar albóndigas, de agasajarnos con enchiladas o cualquier otro antojito mexicano. Se vestía con túnicas de algodón y olía a crema de hamamelis.

Todos los años me pasa lo mismo en estas fechas. Me transformo. Vivo los días de una manera diferente, como si fuera otra persona. Soy impredecible y bien puedo pasar días sin poner atención a mi misma, mi casa, mi familia; de la misma manera me vuelco en todos los detalles del vivir. Cocino en exceso, hablo en exceso, escribo en exceso. Es como si algo dentro de mi quiere salir y no lo dejo. Quiero gritar y lo ahogo. Quiero escapar y me quedo. Quiero reir y no puedo.
Pero pienso. Y pienso mucho. Tanto que puedo ver -como en las caricaturas- que me sale humo por el cráneo y las ideas se presentan como foquitos iluminados (igualito que en los cartones animados).

Y pienso en aquella vez ¿Recuerdas Max? cuando nos invitó mi mamá a desayunar al hotel donde trabajaba y nos mandó a la mesa comida para un ejército. Huevos divorciados, huevos rancheros, hotcakes, chilaquiles, jugo de naranja, café de olla y pan francés. Ya. Mi mamá que nos deleitaba con su pan francés, tan orgullosa ella de su cocina que estaba probando nuevos horizontes.

Y Max que se enamoró del pan francés, todo bañado con miel y con su perfume de canela. Y yo que en los siguientes meses no le dí tregua a mi madre y la llamaba cada vez que hacía pan francés y se me chamuscaba, no sabía igual, no tenía la misma textura, no olía igual porque: Diablos! este no es el pan francés que tú nos hiciste mamá!

Y ella que reía y me daba la misma receta tantas veces anotada en una servilleta, en un pedazo de cartón, en una lista del supermercado. Y me decía lo mismo de siempre: El secreto es la crema. Pero yo no estaba tan segura y continuaba a hacer mis experimentos con la misma símplisima receta en esa servilleta de papel arrugada.

Quisiera tomar el teléfono y llamarla. Quisiera decirle que por fin, solo hoy he podido hacer el pan francés como ella lo hacía, que me he dado cuenta que efectivamente, el secreto estaba en la crema y que siento tanto el que me llevara años el descubrirlo.
Que tenía razón en todo y que me hace falta a rabiar, que quisiera leyera mi blog y me escribiera un comentario, que quisiera que viera todas esas horas en la cocina juntas no fueron en balde. Y sobre todo quisiera que me dijera que no siempre será así, que un día estas fechas no serán tan duras para mi.

El cumpleaños de mi madre fué hace diez días, pero yo trato de no pensar mucho en ello, sobre todo porque el aniversario de su muerte es ni siquiera un mes después. Me van a disculpar si me he puesto en este plan, pero he escuchado por ahí que las penas si las compartes te duelen menos. ¿Será verdad?.

Pasando a la receta, lo de la crema es verdad. He pasado casi nueve años cocinando en Italia y añorando con fervor los sabores de mi tierra, sobre todo el de la crema que se encuentra por allá y que definitivamente tiene un sabor diferente.
Hace poco encontré la panna fresca en el mercado, no la compraba porque para mi crema fresca tiene otro significado; en primera instancia no debe ser “embotellada”, se tiene que comprar directamente del ‘lechero’ y sabes al 100% que es hecha en casa.
Pero bueno, le quise dar una oportunidad a esta (es la misma que usé para el helado de vainilla y que se ve en la foto de los frutos rojos). Me gustó tanto que he ido de nuevo a comprarla y traerme toda la producción a casa y ahora no sé que hacer con ella.

Pan francés

  • 4 rebanadas de pan para sandwiches (en México usamos pan Bimbo pero igual puede ser cualquier tipo de pan de caja)
  • 2 huevo
  • 70grs de leche
  • 60grs de crema fresca
  • mantequilla para freír
  • 2 cditas de canela en polvo

Poner la leche, crema, huevos y canela en un contenedor y batir vigorosamente. Mojar las rebanadas de pan en la mezcla de leche.
En una cacerola antihaderente poner un poco de mantequilla y derretir cuidando que no se queme. Freír las rebanadas de pan por ambos lados (unos 3min) a fuego medio.

Servir con frutas de tu gusto y bañar con miel.

De terrores y ahorros de energía { agua de toronja }

De terrores y ahorros de energía { agua de toronja }

 

Leggere in italiano

Sto per farvi una delle rivelazione più umilliante e ridicola della mia vita. Ma che sia chiaro, lo faccio solamente perchè in questo modo possiate vedere quanto eccitante e perfetta può essere a volte la mia vita. Ok, questo era sarcasmo, ma preferisco specificarlo invece di mettere ridicole faccine alla fine di ogni frase.

Dove eravamo? Ah si, la rivelazione. La scrivo in lettere piccole, perchè cosi qualche lettore distratto passa direttamente alla fine del post e una volta viste la ricetta e le foto, della rivelazione non gli fregherà di meno. ai miei ben 37 anni, sono paurosa fino al ridicolo

Ecco qua. Confessato. Vi è sfuggito? meno male. No? vabbè, allora mi sa che dovrei giustificarmi di qualche maniera.

Sono così paurosa (e contraddittoria) che quando vedo un film di paura mi copro gli occhi durante le scene più paurose, cioè vuol dire che mi perdo l’80% del film.

Vi dicevo contraddittoria, perchè se qualche volta sono sola a casa, mi piace molto vedere i film horror o suspense.

E allora mi terrorizzo da sola. A casa. Senza nessuno che mi difenda dai mostri che abitano sotto il mio letto, nell’armadio e perfino dentro al forno; perchè dovete sapere se a volte i muffin non vengono belli gonfi non è perchè avete sbattuto troppo l’impasto o perchè vi siete dimenticati di aggiungere il lievito. No. E’ tutta colpa dei maledetti mostri che vivono dentro il forno.

E mio marito che brilla per la sua assenza, perchè sono sicura che il suo capo si è messo d’accordo con tutti questi mostri, fantasmi e assassini seriali per terrorizzarmi la notte. E allora gli mette degli orari assurdi che lo fanno rientrare a casa dopo mezzanotte, solo per trovarsi tutte le luci della casa accese. E quando dico tutte intendo TUTTE. Perfino quella del forno che lascio aperto.

E allora mi tocca sopportare, la mattina seguente, tutta la cantilena sul risparmio di energia, che la bolletta arriverà molto cara, blablabla. Perchè a quest’uomo non importa che IO debba abitare in una casa piena di mostri, mentre lui fresco fresco lavora in un aeroporto pieno di luce e gente normale. Senza mostri. Tocca vedere quanto possono essere ingiusti i mariti a volte.

Sono così ingiusti che al mio per esempio non gli importa alzarsi alle 2 di notte (anche se si è addormentato all’una e debba alzarsi alle cinque) solo per accompagnarmi al bagno, che a dire la verità sta a solo 5 metri dalla nostra stanza da letto.

Anche se io penso che lo faccia solo perchè sa che la cantilena del risparmio energetico è solo questo, una cantilena. E che se continua a rompere gli rigiro la frittata e gli faccio notare che consumo la stessa energia sia lasciando le luci accese che usando il forno per fare torte, muffin, lasagne e tutto il resto.

E siccome io preferisco cacciare via i fantasmi lasciando le luci accese, il risparmio lo farò non usando più il forno. E che le sue lasagne se le compri surgelate al supermercato. Que caray.

“Ricetta”:

Fatte la fittatina con qualche cipollina, prezzemolo o come volete. Una frittata è sempre buona comunque sia!

Fatte l’agua de toronja (bevanda di pompelmo) con:

  • Il succo di 5 pompelmi grandi
  • 1/2 tazza di sciroppo semplice (fatto con 1 tazza di acqua e 1/2 tazza di zucchero)
  • 1 tazza di acqua

Mescolate tutti gli ingredienti e mettete in frigo per 1hr. Servite con cubetti di ghiaccio.

 

Estoy por hacer una de las revelaciones más humillantes y rídiculas de mi vida. Pero que quede claro, lo hago solamente porque de esta manera pueden ver cuanto excitante y perfecta puede ser a veces mi vida. Ok, eso era sarcasmo, pero para evitar rídiculos emoticons al final de la frase, prefiero específicarlo.

¿Dónde estábamos? Ah si, la revelación. Lo pongo en letra chiquita, igual y así a algún despistado se le pasa y al final del post, una vez vista la receta y las fotos, de la dichosa revelación no le podría importar menos. Ahi va:
a mis buenos 37 añazos soy una miedosa de primera clase

Ahi está. Confesado. ¿Se les pasó? Que bueno. ¿Que no? Ok, entonces creo que me toca justificarme de alguna manera.
Soy tan miedosa (y contradictoria) que cuando veo una película de terror me tapo los ojos durante las escenas más pavorosas, lo que quiere decir que me pierdo el 80% de la película.
Contradictoria les decía y es que algunas veces cuando estoy sola me encanta ver películas de terror y/o suspenso.
Entonces me terrorizo yo sola. En casa. Sin nadie que me defienda de los monstruos que habitan debajo de mi cama, en el closet y hasta dentro del horno, porque ustedes deben saber que si algunas veces los muffins no vienen altos y esponjaditos no es porque batieron mucho la masa o se olvidaron de la levadura. No. Es culpa de los desgraciados monstruos que viven dentro del horno.

Y mi marido que brilla por su ausencia, porque estoy segura, su jefe se puso de acuerdo con todos esos monstruos, fantasmas y asesinos seriales para aterrorizarme en las noches. Y entonces le da unos horarios absurdos que lo hacen regresar a casa a eso de la medianoche solo para encontrarse con todas las luces encendidas de la casa. Y cuando digo todas es TODAS. Hasta la del horno que dejo abierto.

Y luego me tengo que sorbir a la mañana siguiente toda la cantaleta del ahorro de energía, que la boleta vendrá muy cara, blablabla. Porque no le importa que YO tenga que habitar en una casa llena de monstruos mientras él muy campante trabaja en un aeropuerto lleno de luz y gente normal. Sin monstruos. Hay que ver cuanto injustos son los maridos a veces.

Son tan injustos a veces los maridos que por ejemplo al mío no le importa levantarse a las 2 de la mañana (aún cuando se haya acostado a la una y se tenga que levantar a las 5) para acompañarme al baño, que dicho sea de paso, está a solo cinco metros de nuestra habitación.

Pero yo creo que lo hace solo porque sabe que lo de la cantaleta del ahorro de energía es solo eso, una cantaleta y que si sigue fastidiándome segurito que le doy vuelta a la tortilla y le digo que así como gasto energía dejando las luces encendidas, igualmente la gasto usando el horno para hacerle pasteles, muffins, lasañas y todo lo demás.
Y si como yo prefiero espantar los fantasmas dejando las luces encendidas, el ahorro de energía lo haré dejando de hornear. Y que las lasañas se las compre congeladas al supermercado. Que caray.

“Receta”:
Haz tu frittata como más te guste. Yo usé unos cebollines y un poco de perejil, pero vamos, que con las tortillas o frittate no hay nunca pierde, todas son buenísimas!

Agua de toronja

  • el jugo de 5 toronjas grandes
  • 1/2 taza de sirope simple (hecho con 1 taza de agua y 1/2 taza de azúcar)
  • 1 taza de agua

Mezclar todos los ingredientes en una jarra y poner en el frigo por 1hr. Servir con cubitos de hielo.